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1 - Chennai: nuova casa
Contributo per la
costruzione della nuova casa per i bambini e i religiosi a Chennai. Finora siamo
riusciti a coprire una parte delle spese, ma siamo fiduciosi che la Provvidenza
arrivera’. La casa e’ ormai a buon punto e sara’ ultimata entro il mese di
febbraio. E’ divisa in due parti: una sezione per i religiosi che studiano
teologia e un’altra per i nostri bambini. La casa e’ un’unica, ma abbiamo
ritenuto opportuno tenere distinte le zone private e avere in comune la sala da
pranzo, la cucina e la cappella, oltre agli spazi esterni. La casa dovrebbe
poter ospitare una trentina di religiosi e una ventina di bambini. Il costo
complessivo e’ abbastanza alto perche’ non e’ tanto lontana dalla citta’ di
Chennai; circa 160.000 euro. Tanti amici, e anche alcune agenzie internazionali,
ci hanno aiutati. Manca ancora un pezzo...
2 - Bangalore: fondo per bambini
Fondo per i bambini della comunita’ di Bangalore (Yuva Vikas): vogliamo assicurare a tutti i nostri bambini non solo di vivere con serenita’ il presente ma anche il futuro, aprendo un conto corrente bancario per ciascuno di loro. Si tratta di un particolare tipo di investimento, fatto presso le poste, che deve durare un certo numero di anni e che puo’ essere riscosso solo una volta raggiunta la maggiore eta’. La somma verrebbe utilizzata in modi diversi a seconda delle inclinazioni dei ragazzi, magari per studi superiori o per per prendere un appartamento in affitto o per cominciare una attivita’ commerciale. I bambini che stanno a Yuva Vikas (e’ uno dei 3 centri che abbiamo a Bangalore, e si caratterizza, cosi’ come quello di Chennai, per il suo inserimento in una casa di formazione, modificando non solo l’idea di istituto ma anche quella di casa famiglia o comunque di centro adibito esclusivamente all’accoglienza dei minori) sono 8, hanno un’eta’ media di 7/8 anni e vanno tutti a scuola. La mia impressione e’ che offrano buone garanzie di riuscire ad avere una vita dignitosa. Anche in questo caso l’iniziativa coinvolge piu’ persone, perche’ si tratta di depositare circa 400 euro a testa. Abbiamo gia’ raccolto i soldi per i bambini di Chennai e adesso, piano piano, stiamo cominciando anche con quelli di Bangalore. I soldi versati per questo scopo vengono temporaneamente depositati in un conto corrente bancario gestito dal superiore regionale attraverso l’economo regionale. Quando si raggiunge la cifra stabilita, vengono aperti i conto correnti postali per ciascun bambino.
3 - Andhra Pradesh: istituto per bambini
Istituto per bambini tribali in Andhra Pradesh, stato che si trova al centro dell’India. Il vescovo della diocesi di Visakhapatnam ci ha invitati e abbiamo accettato a prenderci cura dei bambini che vengono dalle tribu’, in una delle zone dove malattie, poverta’ e mortalita’ sono tra le piu’ alte. L’opera che cominceremo e’ un po’ tradizionale: un istituto, che e’ un internato per bambini, vicino ad una scuola e ad un altro istituto per bambine gestito da un’altra congregazione. Questi bambini hanno la famiglia ma vivono in una situazione tale di poverta’ e, a volte, di degrado, che hanno poche speranze di vivere una vita dignitosa. Il nostro compito e’ di offrire loro la possibilita’ di studiare in un ambiente sano, parzialmente protetto, prendendoci cura delle loro necessita’ materiali: cibo, casa, vestiti e salute. E’, ovviamente, una nostra priorita’ quella di creare un ambiente accogliente, con una certa attenzione a ciascun bambino, cosa non propriamente facile a causa del numero elevato dai 50 in su di bambini. Il nostro inserimento in quella zona prevede tre momenti distinti: 1. diverse visite al vescovo, alle istituzioni che gia’ lavorano in quella zona, alle autorita’ locali. In questo modo riusciamo a farci un’idea, foss’anche vaga, di che cosa occorre fare. Tempi maggio 2004/marzo 2005. 2. Nella seconda fase due religiosi lavoreranno in una di queste istituzioni per circa un anno, in modo da farsi un po’ di esperienza e avere modo di conoscere dal di dentro le modalita’ che altri istituti hanno di prendersi cura di questi bambini. Tempi: aprile 2005 marzo 2006. 3. Apertura di un’opera gestita in toto dalla nostra Congregazione. Ho gia’ visitato quei luoghi e ci siamo resi conto che la struttura che ci viene data e’ letteralmente fatiscente e va demolita e ricostruita. La zona e’ molto bella anche se tagliata fuori dal resto del mondo. Dista circa 4 ore dalla citta’ piu’ vicina, il telefono funziona poco e male, i cellulari non funzionano e ci sono diversi gruppi terroristici. Non che questo ci spaventi, pero’ costituira’ sicuramente un ostacolo soprattutto nei primi mesi del nostro inserimento. Tempi: prevediamo di cominciare la nostra opera nel maggio 2006. In questo momento non in grado di darvi alcuna cifra precisa sui costi dello stabile e del suo mantenimento e prevedo che per avere informazioni su questo occorrera’ aspettare almeno 7/8 mesi.
4 - Famiglia Parimala
Proprio stamattina mi e’ stato presentato il caso di una famiglia che conosciamo da molti anni. La signora, Parimala, ha lavorato in un asilo da noi gestito per alcuni anni e, dopo la sua chiusura, ha trovato lavoro come collaboratrice domestica, percependo un salario basso. Il marito, Baskar, e’ un poco di buono. Fa il carpentiere, con la passione per il gioco d’azzardo e poco interesse per la famiglia. Hanno tre figlie la cui eta’ va dai 15 agli 8 anni. La piu’ grande ha dovuto smettere di studiare per lavorare e portare a casa qualche soldo. In questi anni hanno ricevuto molti aiuti economici da parte nostra, compresa una buona liquidazione quando abbiamo chiuso l’asilo dove lavorava la signora. Non sono, purtroppo, riusciti a venire fuori da una situazione che e’ ormai precipitata nella miseria: non hanno casa, a volte faticano ad avere i soldi per mangiare, non vogliono piu’ mandare le figlie a scuola, vogliono che la figlia piu’ grande 15 anni! trovi un marito al piu’ presto in modo da sistemarla. C’e’ la possibilita’ di avere una casa popolare ad un costo abbastanza ragionevole. Sono case costruite dal governo per famiglie che vivono nelle baraccopoli, in teoria i beneficiari sono poveri e non dovrebbero pagare ma, praticamente se non si paga non si riesce ad avere la casa. La nostra proposta e’ quella di aiutare questa famiglia ad avere questa casa, mettendo come condizione che le bambine vadano a scuola almeno fino alla decima classe. Abbiamo bisogno di almeno un’altra settimana per verificare la fattibilita’ della nostra proposta, anche perche’ il costo per la casa e’ di circa 1,100 euro. Occorre considerare quanto possiamo offrire noi e quanto la famiglia stessa ha a disposizione. Siamo convinti che, anche se riuscissimo a coprire tutta la cifra necessaria per l’acquisto della casa, la famiglia deve dare il suo contributo, per almeno il 10% dell’importo totale.
p. Alberto Monnis
Il contributo va inviato a:
Centro Missionario Provincia Ligure Piemontese Padri Somaschi
ccp. N. 24374100