NEWSTsunami


11 gennaio 2005

 Vi inoltro un messaggio di p. Fontana, con alcune notizie fresche circa l’esito del viaggio di p. Pierluigi Vajra.
Si può inoltrare a tutti coloro che vogliono avere informazioni su quanto succede in India dove stiamo lavorando.


P. Alberto Monnis

From: jeromeillam [mailto:jeromeillam@vsnl.net]
Sent: 10 January 2005 18:27

Carissimo Alberto,
mi ha telefonato prorpio ora Pierluigi da Nagercoil dalla stazione dove sta partendo per tornare a casa insieme a Maria Arockiadass e mi aggiorna e mi dice di aggiornarvi.
Ieri sono arrivati e sono andati subito a presentarsi al P. Vincent che organizza i soccorsi e gli hanno chiesto quali erano i bisogni della popolazione e che erano venuti per restare (P. Suvakin, P. K. Tambi e Sampath).
Gli ha risposto che era urgente prendersi cura di tutti quelli che devono studiare SSLC e PUC, perché possano studiare e passare l'esame. Allora sono andati in giro per i diversi paesi e hanno contattato la gente e i ragazzi in questa situazione. Hanno cercato di convincerli con la lettera del loro parroco e con Maria Arockiadass, di fidarsi di loro. Non è stata una cosa facile.
Poi sono andati dal vescovo per vedere se aveva qualcosa, terreno, casa disponibile per questo. Il vescovo si è detto molto contento, ma non ha promesso niente (forse vuole vedere come vanno le cose). I ragazzi interessati sono una cinquantina per ora.
Stanno cercando una casa dove stare loro e dove poi raccogliere gli studenti e provvedere loro cibo, un letto e possibilità di fare vita normale e studiare. Naturalmente questo sarà in città, Nagercoil/ Kottar (diocesi), dove i ragazzi andranno a scuola, nelle loro scuole di prima. Questa città è a 12 Km dalla spiaggia, cioè dai villaggi colpiti, quindi una distanza
non grande. Gli autobus funzionano e tutti hanno il buspass free.
In tutti i villaggi c'è già acqua, luce, telefono e autobus. La gente è ancora scioccata; ma chi non ha proprio niente, si è fatta una capanna di foglie di cocco , ma la maggior parte dorme nelle chiese. Si sta pulendo,spianando, cercando di ricominciare la vita regolare.
Sembra che la cosa sia ben avviata e p. Pierluigi ritorna soddisfatto.
Vedremo gli sviluppi.
Questo è tutto per ora da Nagercoil.



P. Giovanni Fontana

 

 


 

 

Carissimi,

Vi inoltro, con alcune lievi modifiche redazionali, il messaggio inviato da p. Borali, incaricato di tenerci aggiornati sugli sviluppi della nostra attività. Contiene in breve alcune novità emerse dal viaggio di p. Vajra Pierluigi e altri religiosi indiani in una zona molto colpita dal maremoto dove stiamo già lavorando.
Il messaggio è del 10 gennaio 2005. Mi permetto di aggiungere che, nonostante il legittimo desiderio di sapere che cosa faremo per aiutare chi ha bisogno, è difficile definire esattamente i progetti per il futuro. Ci sono delle idee, delle esigenze, ma occorrerà ancora qualche settimana prima di dare un nome e un volto preciso alla nostra azione.
Rimango a vostra disposizione per eventuali altre informazioni.
 

P. Alberto Monnis

 


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From: Pierbora [mailto:pierbora@somaschi.org]
Sent: 10 January 2005 18:27
Subject: nuove dal fronte

Eccoti finalmente le prime notizie arrivate grazie alla telefonata di Pierluigi, mentre era in attesa di prendere il treno del ritorno alle ore 16.40 locali di lunedì 10 gennaio.


1. Il primo passo compiuto è stato quello di contattare i responsabili della diocesi di KOTAR, nella città di Nagarcoil.
L’esigenza primaria a favore dei minori, emersa dal colloquio, è di assicurare agli studenti della decima e dodicesima classe la preparazione agli esami che avverrà in marzo-aprile. Si tratta di assicurare un ambiente
in cui poter abitare, dove con l’ausilio di eventuali insegnanti si preparano gli studenti ad affrontare i test di fine anno.

2. Sono poi stati contattati diversi parroci della zona che apprezzano la nostra disponibilità.

3. I nostri hanno avuto un incontro col vescovo che si è dimostrato contento della nostra presenza. Alla domanda di poter rimanere nel futuro ha risposto che ora iniziate a lavorare come vi hanno chiesto poi dopo due o tre mesi vedremo.

4. La giornata di oggi è stata dedicata, senza successo, alla ricerca di un qualsiasi ambiente che possa rispondere alle esigenze di una comunità numerosa.


P. Pierangelo Borali

 


 

19 gennaio 2005

 

Pubblichiamo alcuni stralci di un articolo che il p. Alberto Monnis, Superiore regionale del Commissariato dell'India e Sri Lanka ha preparato per il foglio "Il Ponte".

(...) La Congregazione dei Padri Somaschi, presente fin dal 1988 in India e Sri Lanka con diverse opere al servizio di ragazzi orfani o abbandonati, si è subito data da fare per offrire il proprio contributo. All’inizio ci siamo affiancati ad altre organizzazioni nella zona di Chennai (Madras) e nel sud dello stato del Tamil Nadu (India del sud), per renderci conto di persona di quali fossero le emergenze rispetto alla situazione dei ragazzi. In un secondo momento abbiamo individuato delle aree dove si pensava di poter aprire un centro per ragazzi, confrontandoci con persone che avevano già cominciato ad offrire il loro servizio in quei luoghi. Abbiamo scartato le province dove già altre organizzazioni lavoravano o dove risultava particolarmente laborioso impiantare una nostra opera. Alla fine la scelta è caduta su un distretto nell’estrema punta del sub-continente indiano, Nagercoil, città con circa 200.00 abitanti nello stato del Tamil Nadu, capitale del distretto omonimo. Il vescovo di quella diocesi ci ha suggerito di prenderci cura dei ragazzi che, al momento del maremoto, frequentavano la decima e dodicesima classe (15-18 anni), e che hanno la necessità di completare i loro studi. Infatti, pur avendo le famiglie, queste non sono in grado di assicurare loro un ambiente adeguato e risorse sufficienti, che possano permettergli di portare avanti gli studi con sufficiente serenità. Il nostro compito, a differenza degli altri centri che abbiamo aperto in India e Sri Lanka, non è quello di sostituirci alla famiglia ma di affiancarci ad essa, offrendo alcuni servizi che, a causa della devastazione provocata dal maremoto, non è in grado di assicurare ai loro figli.

I nostri religiosi hanno già visitato le famiglie di tre villaggi vicino a Nagercoil e ci sono circa cinquanta ragazzi che verrebbero nel nostro centro prima della fine del mese di gennaio. Il nostro progetto prevede: offrire ai ragazzi una casa (per il momento abbiamo preso una casa in affitto), dove possano godere di un ambiente sereno e relativamente confortevole; assicurare che possano completare gli studi; dare loro cibo e vestiario; rimanere in contatto con le famiglie di provenienza e studiare se possiamo farci carico di alcuni interventi urgenti, come la ricostruzione della casa o l’eventuale ripresa di attività commerciali (la maggior parte della popolazione lavora come pescatori). (...)

 


 

 

25 gennaio 2005

 

L'organizzazione caritativa bresciana "Cuore Amico" lancia la proposta di realizzare, nella zona Tamil dello Sri Lanka, il "Villaggio Cuore amico". Questa realizzazione fa parte del progetto "Sud-Est asiatico: non lasciamoli soli". La realizzazione del Villaggio è fatta in collaborazione con la il Centro Missionario della Curia generale dei Padri Somaschi (fr. Antonio Galli) e impegnerà in prima persona il nostro padre srilankese Antony Croos.

Ulteriori notizie più circostanziate saranno date in seguito Chi volesse contribuire lo può fare attraverso "Cuore Amico" (www.cuoreamico.org) o attraverso il nostro Centro Missionario, specificando "Villaggio Cuore amico".

A presto.